lunedì 12 settembre 2016

Io Super Robot: viaggio nel mito dei colossi d'acciaio della nostra infanzia


Bentornati! dopo la pausa estiva e il non troppo esaltante reboot dei Ghostbusters del precedente capitolo, oggi cambiamo argomento.
Questa volta toccheremo un argomento in parte inedito per i miei classici post, però siamo sempre su temi che mi stanno a cuore.

Oggi voglio raccontarvi di un programma radiofonico, ormai giunto alla fine della sua seconda stagione, che tratta uno degli argomenti che più mi ha appassionato nella mia infanzia e che tutt'ora amo poterne sentirne parlarne e discutere. Ovviamente parliamo della robotica giapponese e del programma "Io super robot" trasmesso dalla web radio Radioanimati.

Per chi non conoscesse la radio, vi posso assicurare che se apprezzate le sigle dei cartoni animati, serie televisive, trasmissioni e film cult tra gli anni '70 ad oggi, non potete non innamorarvene.
Io, sono sincero, l'ho conosciuta quasi per caso girovagando per Internet nell'intento di trovare musica da ascoltare sia a casa che a lavoro.

Da quel giorno, quando posso, resto sintonizzato per ascoltare le sigle che ho amato, per poterne conoscere di nuove e anche per conoscere vari retroscena legati a questo mondo veramente sconfinato.
Poi, probabilmente durante le trasmissioni della radio, sento l'annuncio di una nuova trasmissione dedicata alle serie robotiche che, seguendo l'ordine cronologico di prima messa in onda giapponese, si impegnava di dare all'ascoltatore un racconto dettagliato su ognuno dei colossi metallici che tanto abbiamo amato da bambini (e non solo).

Ogni episodio racconta uno dei robottoni che hanno pacificamente invaso i nostri televisori dalla fine degli anni '70 fino, purtroppo, alla loro quasi "estinzione" dovuta prima alla "rivolta dei genitori" sfociata fin dalle prime puntate di Goldrake e montata a inizio anni '80, e poi per il "sovraccarico" delle stesse in patria, con la "morte del genere robotico".

Si parte quindi, dopo un episodio "pilota" di presentazione trasmesso il 7 novembre del 2014, nella settimana successiva col primo robottone della storia, ovvero Testujin 28-GO, meglio noto a noi come Super Robot 28.



Che dire, ero entusiasta. Io, pur non essendo uno dei ragazzi della "Goldrake Generation", visto che sono più giovane (classe '82), sono cresciuto a pane e robot.

Senza dubbio non li ho visti tutti, anche se probabilmente di molti ho spiluccato qua e la qualche episodio random visto che ho alcuni flash di memoria di alcune scene.
Resta il fatto che era un'occasione da non perdere per conoscere al meglio quel mondo che da piccolo mi ha fatto tanto sognare.




Al timone di questo "piano ambizioso e inquietante di questa infinita trasmissione", come esordirà uno dei due presentatori durante la prima puntata, abbiamo l'Invulnerabile Matteo (autore della citazione) e l'Invincibile Mito Komon.

Il dinamico duo, aiutati per la parte tecnica da Andrea "Freccia", avrà ognuno un ruolo ben definito all'interno della trasmissione.

Mito Komon sviscererà in ogni dettaglio la serie della settimana, soffermandosi sulle novità introdotte rispetto alle serie precedenti, valutandone protagonisti, antagonisti e l'evoluzione del gigante d'acciaio, sia rispetto a predecessori sia ai concorrenti dello stesso periodo. Verrà raccontata la trama, sottolineando gli episodi chiave, i momenti salienti e fondamentali per lo svolgimento della stessa, fino al rischio spoiler sul finale della serie.

Matteo invece, oltre a raccontare la sua esperienza principalmente come spettatore e dando le sue impressioni sulla visione dell'epoca, si occuperà della parte audio, specialmente sul fattore sigle italiane "che hanno lasciato un segno". Per ogni brano verranno raccontati gli autori, gli interpreti e molte delle curiosità ad esse legate.

Una cosa che sempre mi ha fatto sorridere nel lungo viaggio intrapreso per questa trasmissione, è che ognuno dei due presentatori si "sbilancia" sull'argomento dell'altro, ma mai nel suo.
Mi spiego meglio. Come dicevamo Mito Komon si occupa della cronistoria delle serie. Però in nessuna delle puntate da una preferenza su uno dei robottoni presentati tanto che, pur raccontando spesso e volentieri di serie robotiche "minori" della seconda metà degli anni '70, trova sempre un qualche spunto interessante per cui vale la visione di qualche episodio.
Magari verrà sottolineato che quella particolare serie ha avuto una realizzazione tecnica di più basso livello rispetto ad altri "colossal" dell'epoca, magari una storia più banale, ma mai dando una preferenza netta per questo o quel robot.

Matteo invece da spettatore ha palesemente dichiarato il suo amore ad esempio per Jeeg e Hiroshi Shiba,


ma il suo non apprezzamento per Godam,
riprendendo spesso durante la seconda stagione, lo stesso Mito Komon per aver dedicato una puntata intera al robot.

Invertendo le parti, l'Invulnerabile non ha mai dato una preferenza per le sigle italiane che ci presentava durante gli episodi, mentre l'Invincibile dava spesso una sua preferenza o per lo meno una valutazione sul testo in funzione alla trama della serie.

Se un giorno avrò modo di conoscerli cercherò di farli confessare entrambi, così scoprirò la serie amata dall'Invincibile Mito Komon e la sigla preferita dall'Invulnerabile Matteo.

Fortunatamente il "piano ambizioso" è ben lontano dalla sua conclusione. In fin dei conti siamo arrivati al 1977 con Balatak


che ha chiuso la seconda serie. E in fin dei conti all'appello mancano ancora due dei miei super robot preferiti, ovvero Daitarn 3


 e Daltanious,


entrambi rivisti anche in tempi recenti e che da sempre mi sono rimasti nel cuore o, più semplicemente, serie che mi sono più familiari per numero di episodi visti, Arbegas in primis.



Per cui, ma è inutile sottolinearlo, sono in trepidante attesa dell'annuncio della messa in onda della terza stagione.

Che dire quindi, questo lungo, lunghissimo viaggio attraverso le serie robotiche è, per lo meno per chi le ha vissute e amate, estremante affascinante. Verranno raccontati molti dettagli e particolarità legati sia alle serie, sia al loro periodo di messa in onda in Italia e al merchandise collegato. Verrà anche spiegato perché venisse spesso dato un doppiaggio molto diverso dall'originale, ritoccando nomi e dialoghi, stravolgendone a volte il loro significato.

Riguardando adesso serie come Trider G7, mi accorgo che anche il cibo avesse un "significato ritoccato".


Se ci pensate, il protagonista Watta mangia spesso quelle "tortine" di riso, quei "triangolini bianchi con la fascia nera" per capirsi, che nel doppiaggio italiano venivano semplificati in dolcetti.

Molto spesso si è sottolineato che alcune serie avessero distribuzioni diverse a seconda delle regioni italiane. Nella puntata dedicata a Vultus 5 ad esempio, Matteo diceva di averne visto pochissime puntate. Io invece il robottone protagonista della seconda parte della "trilogia romantica", l'ho visto e rivisto tantissime volte, molto più dei suoi "parenti" Combattler V e Daimos.




Non vi nego che sono molto curioso di conoscere le serie anni '80 che hanno subito "americanizzazione" come nel caso Golion/Voltron,


oppure della "trilogia" Macross, Southern Cross e Mospeada riunite sotto la "bandiera" chiamata Robotech,

 
e di conoscerne la reale "genesi" giapponese spesso mai trasmessa in Italia.

Ci vorrà tempo, visto che le serie da analizzare sono ancora tante, ma la mia voglia di proseguire il viaggio di "Io Super Robot" è tanta.

Se quanto vi ho raccontato vi ha per lo meno incuriositi, vi lascio la playlist delle puntate fin'ora trasmesse.

E poi chissà, una volta che il viaggio finirà, magari verrà fatta una puntata speciale extra serie dedicata al Cavaliere dello spazio Tekkaman,


che ne pensi Invulnerabile Matteo?



3 commenti:

  1. secondo me " la sigla preferita dall'Invulnerabile Matteo" è Ken Falco, e quindi non verrà trattata nella trasmissione :-)

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  2. Dici? quando lo incontrerò di persona devo togliermi la curiosità. :D

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  3. Grazie! E' sempre bello leggere gratifiche per il proprio lavoro! :D
    Specialmente quando si capisce che l'ascolto è stato attento!
    Più attento del mio di sicuro: Su questa cosa degli sbilanciamenti reciproci mi hai aperto un mondo: non ci avevo mai fatto caso... vuol dire che sono molto preso quando faccio il montaggio :|
    I robot che ti mancano all'appello arriveranno tutti (Arbegas a parte) nella terza stagione, invece per le curiosità sulle americanizzazioni dovrai attendere molto meno! :D
    lo dichiaro in anteprima (ma sarà di dominio pubblico tra 3/4 giorni!):
    Sintonizzatevi lunedi 10 ottobre su RadioAnimati alle 18, si riparte!
    Sarà una cosa breve ma intensa! :D :D
    Andrea "Freccia"
    <--
    P.S. Godam io me lo sono visto tutto a suo tempo.. e m'è pure piaciuto!... Ma ora devo recuperare Baldios prima che me lo spoilerino (perché in ISR lo spoiler non è un rischio! è sicuro!!!)
    P.P.S. La cosa dei dolcetti devo ricordarmi di farla inserire quando faremo Trider! ;)

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